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Storico bronzo di Alessandro Marega alla Finn Gold CupAlla FINN GOLD CUP di Aarhus, Danimarca, Alessandro Marega (Società Vela Oscar Cosulich) ha conquistato un fantastico bronzo! Se da una parte é stata la prima volta che un finlandese, Oskari Muhonen, si é aggiudicato la Finn Gold Cup, seguito dall’ungherese Doma Nemeth (primo U23), Alessandro Marega é il terzo italiano della storia che va a podio; prima di lui soltanto Adelchi Pelaschier (1958) e Luca Devoti (1997) argento olimpico 3 anni dopo, sono riusciti nell’impresa.
L’intervista, realizzata da Elena Giolai per XIII Zona FIV
XIII ZONA FIV: Come ci si sente a sapere che, prima di te, solo Adelchi Pelaschier e Luca Devoti sono saliti sul podio della Finn Gold Cup?
AM: "È un'emozione immensa e un grande orgoglio sapere che prima di me solo Adelchi Pelaschier e Luca Devoti sono riusciti a salire sul podio. Per me sono due figure leggendarie: Luca Devoti non solo come atleta, ma anche per il suo contributo come costruttore di barche e innovatore; Adelchi è una figura mitica non solo per la classe Finn, ma anche per il mio circolo, la Società Velica Oscar Cosulich. È sempre stato un'ispirazione per tutte le generazioni di velisti che sono venute dopo."
XIII ZONA FIV: Hai ottenuto un secondo e due terzi posti come migliori parziali: in che condizioni di vento li hai conquistati? E cosa hai provato quando ti sei classificato secondo, dietro solo al vincitore assoluto Muhonen? Qual è stata la regata più emozionante per te?
AM: "Ho ottenuto i migliori risultati in condizioni di vento medio-forte e onda corta, che erano fastidiose di bolina ma fantastiche per planare con il pompaggio libero in poppa. Questo tipo di condizioni si è presentato in molte delle prove del campionato. Ma, più che il secondo posto, la regata più emozionante è stata la prima delle sette disputate: alla mia prima Finn Gold Cup, ho girato primo alla boa di bolina! Anche se poi non sono riuscito a mantenere la posizione per una serie di sfortunate circostanze, è stato un momento davvero speciale.”
XIII ZONA FIV: Ti aspettavi di salire sul podio prima dell'inizio della competizione?
AM: "Speravo di finire tra i primi cinque, soprattutto per tutto il lavoro fatto nell’ultimo anno. Sono solo due anni che regato nella classe Finn e all'inizio di quest'anno ho cambiato barca; la Finn Gold Cup era nella mia mente da esattamente un anno. Dietro c'è stato un grande impegno da parte mia e del team che mi ha seguito per la preparazione fisica e tecnica. È stato un percorso lungo e impegnativo, con tanti sacrifici, soprattutto perché lavoro a tempo pieno come progettista alla veleria Olimpic Sail e bisogna ritagliarsi del tempo per allenarsi. Per questo motivo, questo bronzo ha un significato speciale: è il frutto di tanto sacrificio e, in più, l'ho ottenuto con una vela che ho progettato io, che dà un sapore speciale.”
XIII ZONA FIV: La classe Finn, insieme alla classe Star, è tra le più prestigiose ex classi olimpiche. Cosa la rende ancora così affascinante e stimolante a livello agonistico?
AM: "La classe Finn è emozionante perché offre sensazioni uniche, a metà tra una deriva e una barca d'altura, soprattutto di bolina, dove a volte la si governa come una vera barca d'altura. È una barca molto impegnativa dal punto di vista fisico: con la vela grande e il pompaggio libero su ogni onda, il ritmo cardiaco è sempre al massimo. Allo stesso tempo, è una delle barche tecnicamente più complete, il che la rende molto stimolante. Anche l'estetica ha il suo fascino: molti regatanti continuano a gareggiare perché sono veramente innamorati del Finn e del suo modo di navigare.”
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